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Maggio 12, 2018

Prof Salvatore Messina No Comments

Giovani, patrimonio culturale, arte contemporanea e turismo

Intervista al prof. Salvatore Messina, Accademic Head del Dipartimento degli studi europei ”Jean Monnet” di Locarno, ideatore e organizzatore di “Europe is Culture!”

 

Perchè ‘Europe is Culture”?

Nel 2010, un gruppo di docenti e ricercatori europei, istituzioni nazionali e locali, associazioni di operatori turistici ed espressioni della società civile concluse una intensa attività di ricerca formulando proposte per lo sviluppo sostenibile decisamente originali: contaminare il patrimonio culturale – vissuto spesso come sacro, distante, da guardare e da proteggere, da preservare senza utilizzarlo, ospitando rappresentazioni dell’arte contemporanea presentate da giovani che volevano interagire con il patrimonio culturale e fra di loro. Poteva essere questa una opportunità per lo sviluppo locale attraverso il turismo studentesco dell’Albania, ma occorreva sperimetarlo fuori dalle aule universitarie.

Venne scelto l’Odeon del Parco Archeologico di Apollonia, vicino la città di Fier; venne creato un forte partenariato locale e fu condotta una capillare azione di informazione presso tutte le scuole medie superiori dell’Albania.

I risultati: piu’ di 450 giovani hanno “occupato” per tre giorni il Parco Archeologico di Apollonia, presentando la loro cultura li dove aveva studiato Augusto. – Dalle 10 di mattina  alle 4 di notte, sul palcoscenico, singoli e gruppi, si sono avvicendati e sfidati per presentare le migliori espressioni della loro cultura contemporanea, suscitando l’interesse delle migliaia di spettatori presenti.

E poi che è successo?

Dopo questo positivo risultato, che è stato accompagnato da una conferenza internazionale che presentava la metodologia utilizzata, abbiamo inserito nella proposta governativa di legge nazionale del turismo per l’Albania gli elementi normativi necessari per rendere fruibile il patrimonio culturale, rendendolo attuale, aggiornandolo, il lavoro svolto su questi temi dal Consiglio di Europa. E in questo 2018, dichiarato “Anno Europeo del patrimonio culturale”, abbiamo voluto trasferire questa buona prassi all’Italia, primo paese dell’Unione Europea per numero di siti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. In Italia, da anni collaboriamo con la Seconda Università di Napoli – oggi ridenominata Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e ci è sembrato naturale proporre di realizzare questa iniziativa al Dipartimento di Scienze Politiche “Jean Monnet” che ha sede a pochi passi dalla Reggia di Caserta.

Com’è andata?

L’edizione 2018 è stato il numero “zero” di una vasta azione di interrelazione fra patrimonio culturale e turismo giovanile. Abbiamo lanciato alcune piste di ricerca, realizzato primi esempi di valorizzazione del patrimonio culturale materiale, ma anche di quello immateriale, sviluppando prime proposte che saranno discusse al tavolo di partenariato e presentate nel 2019.

Quali obiettivi vi siete posti?

Allargare la partecipazione ai giovani dei paesi europei e della riva sud del Mediterraneo, elaborare un’analisi conoscitiva, a partire dalla Campania, per affidarli in gestione ai giovani concorrenti che vinceranno l’edizione 2019 di “Europe is Culture”, che si terrà a Caserta dal 25 al 28 Aprile 2019.

Che cos’ è per lei “Europe is Culture”?

Una festa che vede protagonisti i giovani che si riappropiano del patrimonio culturale che troppe volte è stato loro negato nell’errato convincimento che bisognava solo conservarlo, magari restaurarlo, ma non utilizzarlo tutti i giorni. Ed è stato allontanato dalla quotidianità delle comunità residenti, dalla vita dei giovani e degli adulti che, piano piano, lo hanno relegate nella memoria piu’ remota, quella non legata all’identità ed alla vita quotidiana di ognuno di noi. Ed il mio auspicio è che i nostri giovani se ne riapproprino totalmente come le le signore di Amman, che prendono il the sedute sui gradini del teatro antico conversando amabilmente come nel salotto di casa della loro casa, perchè questo e’ il patrimonio culturale: la casa di tutti!

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